Cronologia

Il 3 maggio, nello Stabilimento fotografico di via Palestro, si tiene la prima Adunanza della Giunta Promotrice per la Edificazione in Pisa d’un nuovo Teatro per gli spettacoli Notturni. Ne sono promotori i notabili pisani Giuseppe Toscanelli, Robustiano Morosoli, Giuliano Carmignani, Ranieri Simonelli, Giovanni Malloggi, Ferdinando Bargagna, Antonio Viti. Seguirà l’apertura di una sottoscrizione per l’acquisto di azioni (corrispondenti alla proprietà dei palchi del futuro teatro) della costituenda Società. L’8 agosto viene rogato l’atto costitutivo della Società Anonima per gli Spettacoli Notturni.

Il 26 aprile inizia la costruzione del Nuovo Teatro in un’area del quartiere di San Francesco prima occupata da caseggiati e botteghe. Il terreno acquitrinoso, perché prossimo all’Arno, richiederà il posizionamento di 3621 pali di pino a sorreggere le fondamenta. Direttore dei lavori è in questa fase l’architetto Andrea Scala il cui progetto era risultato vincitore di un concorso bandito dall’Assemblea degli Azionisti.
Modello di riferimento per la progettazione del nuovo edificio è il Teatro della Pergola di Firenze.

Il 12 novembre il Regio Teatro Nuovo viene inaugurato con il Guglielmo Tell di Gioachino Rossini diretto da Carlo Lovati Cazzulani.
Dalle cronache giornalistiche della serata si apprende che gli spettatori vengono accolti da un guardaportone e da maschere in abito color pulce con galloni di seta bianca, gilet caffè e latte e pantaloni corti bleu. Nel foyer ci sono divani e al centro un tappeto verde e nero e una sultana con candelabri alimentati a gas. Il pubblico in platea siede su 278 poltroncine di noce ricoperte di pelle rossa, e nelle file posteriori su 119 sedie di anfiteatro rivestite in velluto di lana Utrecht di color rosso ciliegia.

Nella Stagione di Quaresima viene rappresentata l’Aida di Giuseppe Verdi, evento segnante nella vita di Giacomo Puccini, ora diciottenne. Come egli stesso ricorda nelle sue lettere, arrivato al Teatro di Pisa in corriera da Lucca, vi farà ritorno a piedi al termine della recita, estasiato. Assistere all’Aida fu decisivo per il suo destino di compositore di musica lirica.
L’Aida del 1876 segna anche la fine sul podio pisano dell’incontrastato dominio, durato dieci anni, del direttore d’orchestra Luigi Quercioli. Giuseppe Verdi e Giulio Ricordi pretendono difatti che la direzione di quell’opera sia affidata a un direttore di loro fiducia e viene per questo scelto Ettore Contrucci.

Nella Stagione di Primavera fa la sua comparsa al Teatro Nuovo l’Operetta con la compagnia diretta da Antonio Scalsini, tra i pionieri della commedia musicale italiana.

Il 27 giugno debutta nell’opera buffa I Ciarlatani il contralto pisano Maria Leopoldina Paolicchi, che in seguito sposerà il direttore d’orchestra Leopoldo Mugnone, legato a Giacomo Puccini.

Nella Stagione di Carnevale, il celebre soprano americano Emma Wixon in arte Nevada si esibisce in Sonnambula. Dopo lo spettacolo, la cantante viene accompagnata fino al grand Hotel in cui alloggia da una folla entusiasta. Applausi infiniti la costringono ad affacciarsi al balcone e, mentre commossa saluta la folla, i cori del Teatro intonano il primo coro della Sonnambula.

Per la Stagione di Quaresima il Teatro mette in cartellone la prima toscana dell’opera Le Villi di Giacomo Puccini. Il debutto è il 23 marzo.

Viene ospitato per la prima volta uno spettacolo goliardico, Krotokron, scritto da Igino Benvenuto Supino, professore di Storia dell’Arte all’Università di Bologna e amico dei Macchiaioli: gli studenti, in questo periodo tutti uomini, si trasformano in ballerine e per tre serate danno vita a uno spettacolo fantasmagorico e a una giocosa baraonda.

Per la Stagione di Quaresima Arturo Toscanini dirige Otello di Giuseppe Verdi e la prima rappresentazione pisana di Manon Lescaut di Giacomo Puccini. La prima di Manon è un grande successo che la direzione del Teatro comunica in un telegramma al compositore e all’editore Ricordi: “Prima Manon successo entusiastico. Ovazioni generali. Sette bis. Toscanini Corsi inarrivabili. Artisti tutti festeggiatissimi”.

Puccini e Ricordi rispondono: “Ringraziando cortesi comunicazioni lieti nuovo successo Manon preghiamo fare nostre vivissime felicitazioni maestro Toscanini, interpreti tutti, masse orchestrali. Puccini, Ricordi”.
Il 17 marzo il compositore sarà presente alla recita e alla serata in suo onore.
Toscanini tornerà nel 1895 per dirigere il Cristoforo Colombo di Alberto Franchetti e il Falstaff di Giuseppe Verdi.

Per la morte di Giuseppe Verdi il 18 febbraio il Teatro dà una Grande serata in suo onore con Pietro Mascagni conferenziere. Nel programma del concerto: sinfonia dei Vespri Siciliani, oro dei Lombardi, sinfonia di Aroldo, sinfonia di Nabucco, finale del III atto di Ernani, preludio del II atto della Traviata eseguite dalla Filarmonica Pisana, dalla Corale pisana, dalla Orchestrale del Tatro, dalla Banda 25° Fanteria.
Ernani e Otello sono le due opere scelte per la Stagione e vedranno la seconda apparizione sulla scena pisana di Titta Ruffo nei ruoli di Jago e di Carlo V.

Il 7 settembre l’Assemblea Generale della Società Anonima del Regio Teatro Nuovo delibera l’intitolazione ‘al nome glorioso di Giuseppe Verdi’. In una assemblea straordinaria viene votata all’unanimità la ‘mozione Monselles’. La modifica sarà poi trascritta nei registri del Regio Tribunale Civile e Penale di Pisa.

Mascagni torna a Pisa per dirigere Amica e, l’anno seguente, Le Maschere iniziando così un fecondo rapporto artistico con il Teatro Verdi che durerà per oltre trent’anni. Mascagni sarà infatti, con Giacomo Puccini, tra i padrini della Società Corale Pisana. Al Verdi rappresenta e dirige molte opere, come Ratcliff e Amico Fritz all’apogeo della sua fama, nel 1928.

Il cinematografo debutta al Verdi con il primo kolossal storico prodotto in Italia, Quo vadis?, diretto da Enrico Guazzoni e prodotto da Cines.

Per la Stagione di Quaresima si rappresenta per la prima volta in Toscana e per la quarta in Italia, dopo Bologna, Roma e Milano il Parsifal di Richard Wagner. Per 14 recite l’impresa chiede un contributo straordinario e viene aperta una sottoscrizione a cui aderiscono enti e privati cittadini. Nello stesso anno Ruggero Leoncavallo tiene un concerto per pianoforte e nel 1916 dirigerà la sua opera risorgimentale Goffredo Mameli.

Per la Prima pisana della Fanciulla del West di Giacomo Puccini il Teatro organizza una grande serata in suo onore.

A guerra finita, non si trova nessun impresario per la Stagione che sarà quindi autogestita dalla direzione della Società del Teatro con un consiglio di amministrazione.

La Stagione di Quaresima non si tiene. Per quella di Carnevale vanno in scena ‘solo’ 5 recite del Piccolo Marat di Pietro Mascagni, quattro del Lohengrin di Richard Wagner e nove dell’Ernani di Verdi.

Si tiene la prima rappresentazione assoluta per l’Italia del Tamburo di fuoco di Filippo Tommaso Marinetti, una ‘drammatizzazione lirica del rumore sulla scena mediante immagini, musiche, luci e gl’intonarumori di Luigi Russolo’.

La Società accumula debiti e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Guido Buffarini Guidi interviene incisivamente con cospicui finanziamenti. La crisi non si ferma e viene imputata al cambiamento sociale e all’ingresso del cinematografo.

Il 16 marzo Pietro Mascagni dirige Ratcliff, la sinfonia delle Maschere e il Canto del lavoro. Tra il secondo e il terzo atto il podestà Guido Buffarini Guidi gli consegna la pergamena con cui gli conferisce la cittadinanza onoraria di Pisa.

Salta la Stagione di Quaresima ma il Teatro ospita per Carnevale Madama Butterfly con la celebre Tamaki Miura che, per Giacomo Puccini, “ è l’ideale Madama Butterfly e nessuno al mondo può paragonarsi con essa”.

La Società del Teatro si scioglie a causa dei molti debiti accumulati. Il Teatro viene acquistato dal Comune che inizia lavori di ammodernamento: gli ultimi due ordini di palchi vengono trasformati in galleria e loggione; si realizzano inoltre un nuovo impianto elettrico, nuovi camerini, un contro boccascena ligneo.

Conclusi i lavori, per la serata inaugurale viene rappresentata La fiamma di Ottorino Respighi in prima toscana con Gina Cigna e Alessandro Wesselowski. Per i festeggiamenti legati alla ripresa moderna del Gioco del Ponte viene organizzato un grande evento con la messa in scena della Fanciulla del West di Giacomo Puccini diretta da Antonino Votto alla presenza di Vittorio Emanuele III e della famiglia reale giunta a Pisa per assistere al Gioco e partecipare agli eventi.

Acclamatissime le due recite dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano con Beniamino Gigli, Elisa Gatti Porcinai e Armando Borgioli. Al termine della seconda recita, Beniamino Gigli si esibisce nella canzone Mamma.

Malgrado grandi nomi si susseguano nelle stagioni, l’emorragia di pubblico causata dal più allettante cinematografo non si arresta e il governo fascista istituisce i sabati teatrali anche per le rappresentazioni d’opera, con ingressi a prezzi calmierati o addirittura gratuiti per i lavoratori.

La Stagione lirica viene organizzata in via sperimentale in occasione del Giugno Pisano: Otello di Verdi diretto da Antonino Votto, Il campiello di Wolf-Ferrari, Aida di Verdi con Gina Cigna diretta da Antonino Votto, Adriana Lecouvrer di Francesco Cilea con Mafalda Favero, Galliano Masini, Elena Nicolai diretti da Gianandrea Gavazzeni. In questi anni segnati dalla guerra si esibiranno altri grandi artisti sul palco tra i quali Tito Schipa e Tito Gobbi.

In una indimenticabile Tosca esordisce al Verdi Maria Meneghini Callas. Numerosi sono gli aneddoti riportati dalle cronache. Tre anni dopo nella Bohéme ritorna sul palco pisano Giuseppe Di Stefano che vi era già stato nel 1946 nei Pescatori di perle di George Bizet.

Il Comune di Pisa sigla un accordo con l’Ente Teatrale Italiano per la realizzazione delle Stagioni. Da questa data arrivano al Verdi allestimenti rimasti famosi nella storia del teatro italiano, come la Compagnia dei Giovani formata da Romolo Valli, Giorgio De Lillo, Rossella Falk, Anna Maria Guarnieri, Alberto Lionello, Eros Pagni.

In questa stagione vengono rappresentate solo tre opere, Lucia di Lammemoor di Gaetano Donizetti, La traviata di Giuseppe Verdi con Magda Olivero nel ruolo di Violetta, e Turandot di Giacomo Puccini con Franco Corelli nel ruolo di Calaf. Per questa recita il Verdi segna il tutto esaurito.

Il Comune allestisce dentro il Verdi il Museo Teatrale per tramandare la memoria del suo passato e degli artisti che qui si erano esibiti e avevano donato propri oggetti o costumi.

Debutta nel cartellone del Verdi la Stagione dei giovani (che avrà vita fino al 1971), in collaborazione con Aidem Firenze, Aslico, Centro Sperimentale di Spoleto per attirare nuovo pubblico. Nel Rigoletto del 1969 ci saranno Piero Cappuccilli nel ruolo del titolo e Luciano Pavarotti in quello del Duca di Mantova.

Il Teatro di Pisa viene riconosciuto Teatro di tradizione. La legge 800 del 1967 (legge Corona) accorda ai Teatri di Tradizione la missione di produrre e diffondere la musica lirica nel territorio di competenza, cioè l’intera provincia, e di favorirne la conoscenza nelle nuove generazioni. Da questo anno il Verdi inizia a ospitare la stagione dei Concerti della Normale che porterà sul palco grandi musicisti come Uto Ughi, Salvatore Accardo, Bruno Canino, Vittoria Mullova.

Viene fondata l’Associazione Teatro di Pisa, ente autonomo con i contributi del Teatro Regionale Toscano, del Comune di Pisa e della Legge Corona. Tra i soci ci sono il Comune, la Provincia e l’Ente per il Turismo. Primo direttore artistico è Massimo De Bernart.

Il Teatro Verdi viene chiuso per restauri. In questo anno non si terrà la Stagione che riprenderà l’anno successivo in un Teatro Tenda.

Il Teatro riapre al termine del restauro e inaugura il 26 ottobre con la prima rappresentazione assoluta di Mistero e processo di Giovanna d’Arco con la direzione musicale di Luciano Pelosi e la regia di Roberto De Simone.

Viene costituita la Fondazione Teatro di Pisa, ente di diritto privato, che ad oggi lo conduce. Fondatore è il Comune che è anche suo principale finanziatore. Alla Fondazione partecipano anche altri enti chiamati Soci sostenitori. Per Statuto la Fondazione è guidata da un Presidente, nominato dal sindaco, e da un Consiglio di Amministrazione.

Albo dei presidenti: 

Associazione Teatro di Pisa

1979-1983        Paolo Donati (assessore alla Cultura)
1983-1988        Eros Carloppi (assessore alla Cultura)/Oriano Ripoli (sindaco)
1988- 1990       Giacomino Granchi (sindaco)
1990                  Achille Lenge (commissario prefettizio)
1990-1991         Sergio Cortopassi (sindaco)
1991-1995          Maria Paola Ciccone
1995-2002        Ilario Luperini

Fondazione Teatro di Pisa
2002-2008       Ilario Luperini
2008-2011        Sergio Cortopassi 
2011-2018         Giuseppe Toscano
2018-2024        Patrizia Paoletti Tangheroni

2024 –               Diego Fiorini