La Collezione Titta Ruffo è composta da costumi, armi e oggetti di scena, cimeli e spartiti, riconoscimenti e caricature appartenuti al baritono Ruffo Titta, in arte Titta Ruffo.
al Comune di Pisa dagli eredi dell’artista in occasione dell’allestimento del Museo Teatrale al Verdi, inaugurato nel novembre 1960. Il 31 gennaio 1961 giungono a Pisa otto casse con costumi e spartiti.
A questi si aggiungeranno nel 1963 altri due costumi, Rigoletto e Rodrigo (Don Carlos) appartenuti al baritono e donati dal cantante Gino Bechi che da lui li aveva ricevuti.
Alla classificazione del materiale collaborano lo stesso Gino Bechi e Arturo Cerratelli, della omonima casa d’arte.
Una selezione di oggetti e costumi viene così esposta nelle sale del Museo Teatrale. Negli anni ’80 il Teatro Verdi viene chiuso per restauri, il Museo smantellato, la Collezione trasferita.
Dagli anni 90 dopo una operazione di recupero e di inventariazione, la Collezione Titta Ruffo è esposta tra la prima e la seconda galleria del Teatro.
Tra gli oggetti selezionati ed esposti nelle teche vi sono suoi ricordi personali, autografi di grandi compositori, tra i quali lo stesso Puccini che alla sua voce si ispirò per scrivere il ruolo di Michele per Il tabarro, oggetti di scena e una selezione di costumi (Boris Godunov, Rigoletto, Ernani, Don Carlos, Scarpia).
Titta Ruffo nasce a Pisa il 9 giungo 1877 in una famiglia di artigiani del ferro battuto. Scopre il proprio talento nel 1890 quando, dopo aver assistito a Cavalleria Rusticana al Teatro Costanzi di Roma, rientrato a casa comincia a cantarne i motivi. La sua carriera inizia nel 1898 al Costanzi debuttando nel ruolo dell’Araldo del Lohengrin. Canterà sui più prestiogiosi palchi d’Italia e del mondo e nel 1904 su richiesta di Toscanini viene scritturato nel ruolo di Rigoletto e debutta alla Scala. Dopo la morte di suo cognato, Giacomo Matteotti, nel 1924, si rifiuterà di cantare in Italia con l’unica eccezione, nel 1925, al Verdi nel ruolo di Amleto per una serata benefica. Morirà il 5 luglio 1954 nella sua casa di Firenze.

