Racconto d’Inverno, in scena gli allievi della Valigia dell’Attore

Comunicati stampa

Con Il Racconto d’Inverno di William Shakespeare, gli allievi del corso Valigia dell’Attore debuttano in scena in quattro intensi giorni di recite, da mercoledì 14 a sabato 17 alle 21 (Ridotto del Teatro Verdi).

Dopo molti mesi di studio e di preparazione, il gruppo formato da studenti universitari e adulti presenta la propria versione del testo shakespeariano, considerato raro e prezioso per la ricerca con cui il suo autore tratta il senso del possesso in amore, la conciliazione, il perdono.

Regia, traduzione e trattamento del testo sono di Luca Biagiotti che assieme a Franco Farina ha coordinato il laboratorio. Luci a cura di Nicola Savazzi, consulenza costumi di Massimo Poli e contributo alle coreografie di Daniela Maccari.

In scena gli allievi: Marica Allegrini, Marco Armosino, Alice Bani, Giada Banti, Giovanni Barazzone, Giorgio Barsacchi, Pietro Barberotti, Alessandra Bellini, Patrizia Berton, Valerio Bertoncini, Roberto Brocchi, Martina Chironi, Stefania De Bono, Francesco Di Fraia, Valentina Farina, Liam Gordon, Alessandro Lenci, Daniele Roberti, Renata Rossi, Alessio Rios Serra, Alice Tognetti, Cristina Venturi, Enzo Vitale.

Il Racconto d’Inverno

Sicilia. 1611, ma può essere 1850, 1960 o 2026.

Un uomo, Leonte, è sposato ad Ermione. Sono il re e la regina della Sicilia. Hanno ospitato, da mesi ormai, Polissene, re di Boemia. Leonte e Polissene sono amici da moltissimi anni, quasi fratelli. Polissene sta per partire e tornare in Boemia quando, in modo del tutto inatteso, Leonte sembra scoprire un tradimento e un complotto contro la sua vita.

Una scelta improvvisa, un’azione che sembra folle: la moglie accusata di adulterio e tradimento contro il re, Polissene costretto alla fuga, un processo, gli effetti di un’azione scriteriata.
Quanto tempo occorre affinché le conseguenze di un’azione “folle” possano trovare una loro risoluzione?
Questo testo straordinario, nella sua unicità, Shakespeare lo scrive al termine della sua carriera teatrale, quando sta per prendere la decisione, dopo tanti anni appunto, di tornare a casa, a Stratford, dalla sua famiglia, che ha abbandonato, molti anni prima, per andare a Londra e fare teatro.
E di famiglia parla “Il Racconto d’Inverno”: di mariti e mogli, di figlie perdute e ritrovate, di padri che si smarriscono, di colpe quasi indicibili che chiedono un impossibile perdono.
L’azione si snoda lungo sedici anni e si svolge in due regni diversi, la Sicilia e la Boemia.
Come si può tornare ad immaginare un futuro, dopo che una singola terribile azione ha decretato la fine di un mondo come lo si era immaginato? Occorre una “magia” umana, una trasformazione poetica per poter operare un risarcimento del danno: ma è possibile?

Il Racconto d’Inverno parla di “un mondo perduto e uno ritrovato”: la delicatezza e il dolore della memoria che nutrono la capacità di immaginare un nuovo mondo possibile.

“Abbiamo provato a ritradurre il testo di Shakespeare, cercando di mantenere la straordinaria elasticità e oralità del verso – a volte infranto, rotto, proprio come è il nostro pensiero quando è affannato da una vita che sembra scappare via – dichiara Luca Biagiotti regista di questa messa in scena – per rendere ancora più forte ed efficace il dialogo con il pubblico che è fortemente coinvolto nei dilemmi che la storia narrata propone”. “Volete una storia allegra o triste?” chiede al pubblico Polissene all’inizio dell’opera. Entrambe sembra rispondere William Shakespeare. Com’è nella vita.