Francis Poulenc

Compositore

(Parigi, 1899-1963)

Compositore e pianista, Poulenc nasce in una famiglia di ricchi industriali e inizia lo studio del pianoforte prima con la madre e poi con il virtuoso Ricardo Vines, che lo introdurrà negli ambienti musicali parigini, e in seguito della composizione con Charles Koechlin.

Con Georges Auric, Louis Dure, Arthur Honegger, Darius Milhaud, Germaine Tailleferre costituisce nel 1917 il Gruppo dei Sei. I contatti con Satie e Auric lo arricchiscono intellettualmente e musicalmente.  Proprio nel 1917 si tiene la prima esecuzione pubblica di un suo brano, la Rapsodie nègre per baritono e ensemble strumentale.

Rimasto orfano a 18 anni prova a iscriversi senza successo al Conservatorio di Parigi incontrando reticenze nell’élite musicale parigina in ragione del suo anticonformismo.

Allo scoppio della Grande Guerra, anche da arruolato, continua a scrivere pagine musicali poi andate perse o distrutte. Nel frattempo, nel 1918, vengono pubblicate le sue prime composizioni e si data l’inizio della sua lunga collaborazione con Jean Cocteau con la messa in musica della poesia Toreador e poi con il ciclo di chansons Cocardes. Nel 1919 per una serata di beneficenza in memoria della morte di Apollinaire musica Le Bestiaire.

Nel 1921 compone Le gendarme imcompris (su testo di Cocteau e Ramond Radiguet), Les Mariés de la tour Eiffel (primo importante lavoro del gruppo dei Sei) e viene introdotto a Serge Djagilev, il grande maestro del Balletto russo per il quale comporrà il balletto Les Biches, la cui prima esecuzione a Montecarlo sarà salutata da un grandioso successo. Questo trionfo consacra Poulenc nel panorama musicale.

Nel 1928 la Principessa de Polignac, sua cara amica gli commissiona il Concert champetre per clavicembalo dedicato a Wanda Landowska e poi il Concerto per due pianoforti e orchestra che egli stesso eseguirà a Venezia nel 1932 assieme a Jacques Février accompagnati dall’orchestra del Teatro alla Scala.

Ancora, in questo anno, si data la prima esecuzione del Bal masqué, cantata per baritono e orchestra da camera su poesie di Max Jacob. Gli anni 30 rappresentano per Poulenc un periodo di acmé segnato da una grande vivacità creativa che lo porterà a comporre circa 90 canzoni per il baritono Pierre Bernac con cui eseguirà concerti in tutto il mondo.

Poulenc attinge con acuta intelligenza al patrimonio dei maestri del Rinascimento e del Barocco, imita lo stile romantico francese e trae stimoli da Musorgskij e dai contemporanei come Stravinsckij, Satie, Debussy e Ravel.

La riscoperta della fede cattolica, si riverserà nella sua musica: comporrà Gloria, Messa il Sol minore, Stabat Mater.

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale lo vede arruolato e attivo per la liberazione di Max Jacob, arrestato dai nazisti. Alla fine degli anni Quaranta, dopo un tour negli Stati Uniti otterrà fama mondiale. Nel 1953 scriverà su commissione dell’editore Ricordi l’opera I dialoghi delle carmelitane da un testo di Georges Bernanos che sarà rappresentata per la prima volta nel 1957 alla Scala. Seguirà nel 1959 La voce umana e il progetto, interrotto dalla sua improvvisa morte, della Macchina infernale vagheggiato assieme a Jean Cocteau. Muore d’infarto il 30 gennaio 1964. Il funerale si terrà in forma semplice accompagnato dalla musica di Bach. È sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Père-Lachaise.