La Torre di Pisa diventa un’opera lirica su soggetto di Marco Malvaldi, libretto di Vincenzo De Vivo e musiche di Marco Bargagna
Debutto in prima assoluta al Teatro Verdi di Pisa il 28 e il 30 novembre con la regia di Stefania Panighini e la direzione di Carlo Boccadoro in un originale dittico cameristico con Le Bal Masqué di Francis Poulenc per la prima volta rappresentato in forma scenica
“La Torre, una storia tutta italiana tra ricerche di colpe e di capri espiatori che ripropone la condizione umana in perenne sfida con le leggi dell’equilibrio per adattarsi alla realtà e restare dritti “
Da 850 anni ispira artisti, letterati, studiosi, architetti, ingegneri. Sterminata è la bibliografia intorno a essa. Citata e rappresentata in ogni espressione artistica e creativa dell’umano ingegno, il misterioso e magnetico fascino della sua inclinazione l’ha resa una icona mondiale.
Se, nell’era moderna, la sua presenza in film, pubblicità, documentari, giochi, cartoni animati svetta in assoluto tra tutti monumenti più famosi del mondo, ora il Campanile pendente della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Pisa, La Torre, diventa per la prima volta un’opera lirica in un atto che, grazie al contributo dei principali promotori culturali della città (Comune, Fondazione Teatro di Pisa, Opera della Primaziale, Fondazione Pisa) è stata interamente prodotta dal Teatro Verdi e sarà rappresentata in prima mondiale assoluta il 28 (ore 20.30) e il 30 novembre (ore 15.30) con la regia di Stefania Panighini e la direzione di Carlo Boccadoro.
Partner della Stagione Lirica 2025/26 del Teatro Verdi è RaiCultura.
I biglietti sono in vendita al Botteghino del Teatro Verdi, al servizio telefonico 050 941188 e su www.vivaticket.it
La Prima sarà preceduta, giovedì 27 novembre alle 18, dalla Guida all’Opera, il tradizionale momento dedicato al pubblico per introdurlo allo spettacolo dalla viva voce dei protagonisti. All’incontro, che sarà condotto da Manuel Rossi, responsabile del patrimonio storico artistico dell’Opera della Primaziale Pisana, parteciperanno Marco Malvaldi, Vincenzo De Vivo, Marco Bargagna, Stefania Panighini.
Su soggetto di Marco Malvaldi, libretto di Vincenzo De Vivo, musica di Marco Bargagna, La Torre è il secondo titolo della stagione operistica del Verdi e sarà messa in scena in un dittico cameristico di assoluta originalità, assieme al Bal Masqué, di Francis Poulenc (1899-1963), che in questa occasione verrà eseguito per la prima volta in forma scenica con il solido Giacomo Medici nel ruolo del baritono. Di altissimo profilo per questa operazione di massima unicità che porta la firma di Marco Tutino, direttore artistico della Fondazione Teatro di Pisa, è anche il team creativo con professionisti di rinomata esperienza internazionale come Italo Grassi per le Scene, Manuel Pedretti per i Costumi, Gianni Paolo Mirenda per il Disegno luci e Daniela Maccari per la coreografia.
In buca lo stimato ensemble Sentieri Selvaggi, autorità riconosciuta nel repertorio contemporaneo, che con la bacchetta del loro membro fondatore Carlo Boccadoro accompagnerà un cast giovanissimo nato dalla collaborazione con la Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna. Assieme all’esperto Giacomo Medici, presente anche nella Torre nel ruolo di Diotisalvi, ci saranno Giacomo Leone (Bonanno), Silvia Porcellini (Agostino), Tommaso Martinelli (Bulgarino), Eugenio Maria Degiacomi (Ranieri), Chiara Scannapieco (Cenno). Completa il cast la Compagnia di danza del Teatro di Pisa, composto dai giovani allievi del Corso di Formazione VerdièDanzaorganizzato dal Teatro Verdi.
Connotata da una impronta fortemente pisana è naturalmente la genesi di quest’opera e della sua commissione, legate all’anniversario degli 850 anni dalla posa della pietra (9 agosto 1173).
Su impulso del Comitato promotore per le Celebrazioni, nel 2023 viene affidata la stesura del soggetto allo scrittore pisano Marco Malvaldi, autore del felicissimo ciclo di romanzi del BarLume e appassionato di musica classica con piccole esperienze anche nel canto lirico. la scrittura del soggetto. Per il libretto si fa riferimento a un nome apicale della musica lirica, Vincenzo De Vivo, librettista di fama internazionale, da oltre quarant’anni in ruoli direttivi e consultivi nelle principali istituzioni europee, Consulente per le attività sinfonico-vocali dell’Orchestra della Rai, membro del Cda dell’Accademia Chigiana e con una ampia attività di docenze (Conservatorio di Santa Cecilia, Accademia del Teatro alla Scala, Scuola dell’Opera di Bologna, Accademia Paolo Grassi di Martina Franca, Accademia Verdiana del Teatro Regio di Parma). La composizione delle musiche viene affidata a un altro illustre nome pisano, Marco Bargagna, rinomato maestro di coro e maestro collaboratore in molte istituzioni teatrali italiane e già autore di tre opere liriche, di musiche da camera, di nove Concerti Sacri e di Messe.
Nasce così La Torre che, in dittico con Le Bal Masqué di Francis Poulenc (1899-1963), offrirà al pubblico delle due recite un inedito spettacolo che, come annuncia nelle note di regia Stefania Panighini, desidera essere “un affresco sulla Torre di Pisa, un dipinto medievale come i meravigliosi affreschi trecenteschi del Camposanto, dove non esistono il tempo e lo spazio, ma tutto coesiste in una straordinaria composizione a tratti surreale e meravigliosa, dove la razionalità deve lasciar spazio allo stupore”.
LE DICHIARAZIONI
Diego Fiorini | Presidente Fondazione Teatro di Pisa
Con grande gioia e tantissima curiosità presentiamo al pubblico, in particolare quello pisano, un’opera prima dedicata alla Torre. Siamo grati alle istituzioni che hanno con noi lavorato e contribuito alla nascita e alla realizzazione di questo progetto che siamo sicuri saprà stupire e anche divertire il pubblico. Con questo nuovo titolo dedicato a uno dei monumenti più famosi del mondo desideriamo avvicinare alla lirica anche quel pubblico che generalmente è lontano da questa meravigliosa forma d’arte che è in continua evoluzione e parla, attraverso la musica, un linguaggio universale. Lo spettacolo che porteremo in scena venerdì e domenica ci inorgoglisce ancora di più perché sarà arricchito dai ballerini della Compagnia di Danza del Teatro Verdi, una formazione di giovanissimi allievi delle scuole di danza cittadine e delle nostre Masterclass.
Filippo Bedini | Vicesindaco e Assessore Cultura, Patrimonio, Tradizioni Storiche e dell’Identità del Comune di Pisa
Questo progetto afferma la centralità dal punto di vista simbolico e identitario del nostro Campanile, che come sappiamo ha una vita intensa nell’ambito della produzione culturale e una bibliografia sconfinata. Mancava però un’opera lirica, e non era scontato, vista la sua fama mondiale, che fosse proprio il Teatro di Pisa a farsi promotore della produzione. Un simile impegno denota lo stato di buona salute di un Teatro che è fortemente legato al prestigio della città e che riesce a offrire anche prime assolute. Sebbene ci adoperiamo per promuovere la nostra città e far conoscere le sue bellezze oltre la Torre, è innegabile che essa sia il simbolo incontrastato e incontrastabile di Pisa.
Ci preme evidenziare anche il fatto che questa opera sia ambientata in un periodo storico che rappresenta la fase più gloriosa della nostra città: è certamente importante perché racconta una storia che va conosciuta e sottolinea il ruolo centrale che ebbe nel Mediterraneo e le tante meraviglie che realizzò, a cominciare proprio dalla piazza dei Miracoli. In occasione della presentazione della prima opera lirica sulla Torre voglio anticipare che la nostra Amministrazione intende dedicare uno speciale tributo a Michele Jamiolkowski, l’ingegnere che ha letteralmente salvato il nostro Campanile.
Andrea Maestrelli | Presidente Opera della Primaziale Pisana
Come Deputazione – dichiara il Presidente dell’Opera della Primaziale Pisana Andrea Maestrelli – siamo particolarmente lieti per aver sostenuto questo progetto che porta il Campanile della nostra Cattedrale sul palcoscenico del Teatro Verdi attraverso il linguaggio universale dell’opera lirica. La Torre di Pisa non è soltanto un simbolo identitario per la nostra città, ma un’icona riconosciuta in tutto il mondo, un monumento che da secoli affascina milioni di visitatori. Dedicarle un’opera lirica significa creare un ponte tra diverse forme d’arte, unendo architettura, musica, danza, storia e teatro in un dialogo profondo e duraturo. Vedere questo progetto prendere vita sul palcoscenico del Teatro Verdi ci dà grande soddisfazione.
Stefano Del Corso | Presidente Fondazione Teatro di Pisa
C’è grande curiosità nell’attesa di scoprire l’opera originale dedicata a “La Torre”. Fondazione Pisa sostiene, com’è noto, le attività culturali del nostro territorio, comprese quelle di Palazzo Blu, la propria fondazione di scopo che opera in questo settore. E sostiene, spesso con convenzioni triennali, progetti che auspicabilmente valgono ad arricchire il ventaglio dell’offerta culturale. Non deve e non può perciò mai dimenticarsi che il Teatro Verdi ha beneficiato di oltre 500 mila euro per anno anche negli ultimi tre anni, a cui si aggiungono 150 mila euro per anno per i Concerti della Normale, voci sicuramente rilevanti per il suo bilancio. In questo orizzonte, il contributo straordinario aggiuntivo per la realizzazione dell’opera che verrà rappresentata in questo fine settimana costituisce un’ulteriore dimostrazione dell’ottica collaborativa con cui si muove Fondazione Pisa nei confronti di tutte le istituzioni cittadine, da cui si attende sempre un identico approccio.
Marco Tutino | Direttore Artistico Fondazione Teatro di Pisa
Per valorizzare al massimo La Torre abbiamo scelto un team creativo di grande valore e promettenti giovani cantanti.
Abbiamo inoltre scelto di associare Le Bal Masqué perché abbiamo ritenuto fosse necessaria una sorta di introduzione al contemporaneo che arrivasse da un passato non troppo lontano. Francis Poulenc è un compositore meraviglioso, tra i più grandi del Novecento, le sue opere sono incredibilmente belle e siamo felici di mettere in scena Le Bal Masqué in un’altra prima assoluta che non ci risulta sia mai stata fatta.
Marco Bargagna | compositore della Torre
Il libretto, di Vincenzo De Vivo, basato su un soggetto originale di Marco Malvaldi, ha una struttura assai differente da quella dei miei precedenti lavori teatrali, i testi dei quali erano nel ritmo libero della prosa: qui mi sono trovato davanti a metrica e rima. Ho composto un’opera vivace riprendendo, grazie al libretto di De Vivo, alcune delle forme classiche dell’opera lirica: aria, duetto, ensemble e , verso la metà dell’opera, addirittura una parvenza di finale d’atto “alla Rossini”, con tanto di concertato dello “stupore” seguito da una stretta. Non manca neppure la cosiddetta “aria del sorbetto”, che nelle opere del primo ottocento era affidata ad un personaggio secondario ed eseguita mentre venivano distribuiti i sorbetti al pubblico.
Carlo Boccadoro | Direttore d’orchestra
Con l’Ensemble Sentieri Selvaggi abbiamo lavorato seguendo le indicazioni del compositore e per accompagnare lo svolgersi della trama della Torre. Sicuramente l’associazione in dittico con il Bal Masqué si presenta assai curioso e interessante. Con questa cantata condividere l’allegria e la leggerezza che l’orchestra ripropone con discrete tessiture a sostegno delle voci e delle storie che nel Bal sono numerose, surreali e diverse.
Stefania Panighini | Regista
Era difficile unire Bal Masqué e Torre, essendo la prima una cantata di poemi surrealisti e la seconda un’opera estremamente realista che racconta fatti realmente accaduti.
Questo dittico vuole essere un affresco sulla Torre di Pisa, un dipinto medievale come i meravigliosi affreschi trecenteschi del Camposanto, dove tutto coesiste in una straordinaria composizione a tratti surreale e meravigliosa, dove la razionalità deve lasciar spazio allo stupore.
Abbiamo lavorato sulle relazioni e sull’idea del disequilibrio per mettere in scena i cantanti come all’interno di un cantiere per raccontare la torre che non è solo un pezzo di marmo e qualcosa che si muove.
Il disequilibrio che la contradistingue è uno specchio per noi, uno stato di instabilità che ha contraddistinto la storia della torre sin dall’inizio della sua costruzione, quando appena al primo piano è sprofondata da un lato. Una storia tutta italiana, che ha tratti spesso contemporanei, di colpe che si rimpallano come un pendolo che non riesce a trovare il suo centro, di capri espiatori da trovare, contrasti tra potere religioso e potere civile, e scienziati che non vengono creduti.
Il crollo è un incubo contro il quale si combatte da sempre.
