Il Teatro Verdi presenta la Stagione Opera 25/26

Lunedì 16 giugno alle ore 11, nello stesso giorno della Luminara di San Ranieri, simbolo della tradizione e identità culturale della città di Pisa, il Teatro Verdi presenterà al pubblico e alla stampa la Stagione d’Opera 2025/26, la prima firmata dal Maestro Marco Tutino. La coincidenza con il giorno della Luminara è meditata e volutamente simbolica per riannodare e confermare, anche nella ricorrenza dei 160 anni dall’inizio della sua edificazione, il ruolo del Teatro nella tradizione culturale della città.

La presentazione, con ingresso libero e successivo brindisi, si terrà nel Ridotto; interverranno Diego Fiorini, presidente della Fondazione Teatro di Pisa, Filippo Bedini, assessore alla Cultura e alla Storia e alle Tradizioni dell’Identità di Pisa, il Maestro Marco Tutino, direttore artistico della Fondazione Teatro di Pisa.

In questo contesto, la Fondazione presenterà anche l’immagine che connoterà il Teatro per la stagione operistica 2025-2026, riprendendo così una delle più nobili tradizioni della storia teatrale, quella cioè dei ‘manifesti d’autore’. “Una operazione culturale – dichiara il presidente Diego Fiorini – che risponde a tre obiettivi: ricollegare le Arti, quella musicale che è missione e cuore del nostro Teatro, e quella visiva; valorizzare i talenti artistici pisani e aprire un nuovo settore nell’Archivio delle nostre Collezioni tra le quali come è noto spicca quella dei costumi di scena donati dalla famiglia del baritono Titta Ruffo”.

Per la Stagione d’Opera 25/26 la Fondazione ha commissionato all’artista Francesco Barbieri l’opera Manifesto, una tela di 200×150 cm realizzata in tecnica mista (acrilico, idropittura, serigrafia, collage, spray). Manifesto sarà ‘svelato’ ed esposto in occasione della presentazione di lunedì 16 e sarà riprodotto e declinato nei formati e nei materiali (a stampa e digitali) di comunicazione del Verdi.

Nato a Pisa nel 1976, prima di dedicarsi alla pittura su tela, Francesco Barbieri è stato una figura importante nella scena internazionale del graffiti-writing.  Nelle sue opere esplora la marginalità della vita metropolitana, rappresentando le “terre di nessuno” ai confini geografici e sociali delle città moderne. Con il suo peculiare linguaggio visivo, Barbieri restituisce nella pittura le emozioni sperimentate nelle strade che ha esplorato. Nell’ultimo decennio ha esposto al Sifang Art Museum (2015), al Museo Piaggio di Pontedera (2017), al Centro d’Arte Contemporanea Ifitry (Marocco, 2019).

Nel 2024 entra nella collezione del Museo dell’Opera della Primaziale Pisana con il quadro Centro di gravità, esposto permanentemente al Museo delle Sinopie in Piazza dei Miracoli.

Il lavoro che ho realizzato per la Stagione Lirica 25/26 del Teatro di Pisa – spiega Francesco Barbieri – è a metà tra un quadro e un manifesto: ho cercato di calibrare tutti gli elementi (l’immagine, la scritta e lo spazio vuoto) in modo che funzionasse come opera da appendere alla parete e come parte della comunicazione pubblicitaria. Questa doppia funzione è particolarmente intrigante: sono sempre stato affascinato dall’immediatezza della pop art, e in questo senso non c’è niente di più pop di un quadro-manifesto”.

“Il soggetto – prosegue l’artista – è una visione del teatro da una prospettiva che esalta la dinamicità dell’architettura che idealmente cinge il palcoscenico in un abbraccio. La scelta di un colore primario dominante vuol comunicare tutta l’energia e il calore che possono scaturire dal rapporto tra pubblico e palcoscenico. Sono presenti anche gru e cavi, elementi iconici e ricorrenti nei miei lavori e che in questo caso simboleggiano un’idea di teatro come cantiere, inserito in un contesto urbano e aperto alla città. Il font delle scritte è volutamente retrò, con un effetto pittorico invecchiato per richiamare la tradizione e la storia del teatro. Il grande spazio vuoto in basso, con l’alternarsi di campiture pulite e aree più sporche, permette di aggiungere le informazioni necessarie nel manifesto e serve a bilanciare e dare respiro alle altre componenti del quadro”.