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Titta Ruffo. Cent’anni dall’Amleto a Pisa

A cento anni dalla sua ultima apparizione su un palcoscenico italiano, l’associazione APAL – Amici della Lirica Titta Ruffo, in collaborazione con la Fondazione Teatro di Pisa, ricorda questo momento importante nella vita del grande baritono pisano Titta Ruffo e nella storia del Teatro Verdi.
Mario Pellegrini Filippeschi, presidente Apal, ripercorrerà le tappe di quella storia e il baritono Vittorio Vitelli, accompagnato al pianoforte da Michele Malvaldi, eseguirà alcune arie del repertorio di Titta Ruffo.
L’ingresso è libero (fino a esaurimento dei posti disponibili).
Cento anni fa, l’11 e il 15 ottobre 1925, il baritono Titta Ruffo scelse la sua città natale per l’ultima apparizione su un palcoscenico italiano. Si tennero due rappresentazioni di Amleto, la tragedia lirica di Ambroise Thomas, che era ormai considerato il suo cavallo di battaglia, e il cui “brindisi” mandava in visibilio i pubblici di tutto il mondo.
Dopo queste due recite, il cui ricavato egli volle che fosse interamente destinato ai poveri di Pisa, rinunciando ad ogni compenso, Titta Ruffo non cantò più in Italia, in segno di lutto e di protesta nei confronti del governo di Benito Mussolini, che si era assunto la responsabilità della morte di Giacomo Matteotti. Il leader socialista era il cognato di Titta Ruffo, avendo egli sposato la sua sorella minore Velia.
Nel foyer del Teatro Verdi, a destra dell’ingresso della Sala Grande, una lapide, inaugurata alla presenza di un commosso Titta Ruffo, ricorda questi avvenimenti.
