Opera in quattro atti
Libretto di Antonio Ghislanzoni
Musica di Giuseppe Verdi
Prima rappresentazione Il Cairo, Teatro Khediviale dell’Opera, 24 dicembre 1871
Personaggi e Interpreti
AIDA Marily Santoro
RADAMÈS Vincenzo Costanzo
AMNERIS Martina Belli
AMONASRO Alexander Duhamel
RAMFIS Antonio Di Matteo
IL FARAONE Andrea Pellegrini
UNA SACERDOTESSA Rossella Vingiani
UN MESSAGGERO Sanlin Wang
Direttore Alessandro Cadario
Regia, scene, costumi e luci Ivan Stefanutti
Assistente alla regia Filippo Tadolini
Coreografie Claudio Ronda
Orchestra regionale Filarmonia Veneta
Coro Lirico Veneto
Maestro del Coro Alberto Pelosin
Allestimento del Teatro Sociale di Rovigo, in coproduzione con Teatro Verdi di Pisa e Teatro del Giglio di Lucca
Assente da dieci anni, Aida di Verdi torna sul palco del massimo teatro pisano in una nuova coproduzione con i teatri di Rovigo e Lucca nella regia di Ivan Stefanutti che si incardina sul tema di due universi in conflitto.
Presente in quattordici stagioni del Teatro di Pisa, la prima edizione su questo palco è quella del 1876, nota perché segnante nella carriera del giovane Giacomo Puccini e significativa per il diretto intervento di Verdi e Ricordi nella selezione del cast e del direttore d’orchestra.
Le cronache dell’epoca ricordano che la messa in scena di questo titolo fu il risultato di una sottoscrizione pubblica cui concorsero moltissimi cittadini pisani. L’opera riscosse un incredibile successo richiamando spettatori da ogni parte della Toscana.
Commissionata da Ismail Pascià, kedivè d’Egitto, per festeggiare l’apertura dell’istmo di Suez, Aida affronta il conflitto interiore della principessa etiope che ridotta al rango di ancella di Amneris, la figlia del faraone, è divisa tra l’amore per la patria e quello per Radamès, capo dell’esercito egiziano in guerra con il suo popolo.
Amneris, innamorata di Radamés, sospetta che egli ami ricambiato Aida. Radamés sconfigge gli etiopi e cattura il re Amonasro, padre di Aida. In carcere impone alla figlia di farsi rivelare dall’amato la strada che gli egiziani percorreranno in modo da aiutare gli etiopi a piombare sul nemico. Ella è combattuta. Non visto, Amonasro spia il colloquio in cui Radamés svela ad Aida il piano. Amonasro esce allo scoperto, Radamés capisce allora di aver tradito il suo popolo involontariamente e si consegna per espiare la pena. In carcere non cede alla salvezza offerta da Amneris se rinuncerà ad Aida. Viene quindi condannato a essere sepolto vivo. Aida lo precede nel sotterraneo per morire insieme.

